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Cerimonia intitolazione Sala Consiliare Antonio Dore

Cerimonia intitolazione Sala Consiliare Antonio Dore

Cerimonia intitolazione Sala Consiliare Antonio Dore

VIDEO Cerimonia intitolazione Sala Consiliare Antonio Dore. Olzai 24 luglio 2020

 

 

DISCORSO DEL SINDACO ESTER SATTA ALLA CERIMONIA DI INTITOLAZIONE DELLA SALA CONSILIARE AD ANTONIO DORE.

Buongiorno a tutti.

È con grande piacere e soddisfazione che do inizio a questa giornata celebrativa per l’intitolazione della Sala consiliare ad Antonio Dore. Giornata che vuole anche essere un momento di riflessione sociale e politica. Il mio saluto e un sincero ringraziamento va ai familiari di Dore, al professor Guido Melis, agli ospiti presenti alla cerimonia, agli amministratori comunali, ai concittadini di Olzai.
Quando si intitola la sala consiliare del Comune,lo si fa con la profonda convinzione che il luogo nel quale si fanno le scelte amministrative, dove vengono prese le decisioni fondamentali per la crescita della comunità non può che essere rappresentato da una figura di grande spessore umano, sociale e politico. Caratteri che sicuramente riunisce Antonio Dore, esponente politico della sinistra italiana del ‘900 e irriducibile antifascista.
L’intitolazione, a Dore, deve intendersi come il riconoscimento alla coerenza, alla lealtà e all’impegno politico di un uomo che ha dedicato la sua esistenza, spendendosi in prima persona, per difendere gli ideali di giustizia sociale, uguaglianza e libertà. Fu infatti arrestato dalla polizia fascista, a Cagliari, che non aveva ancora 20 anni, e successivamente condannato al confino. Un fatto che ricordo per evocarne, idealmente, tanti, di quella che è stata la vita del nostro illustre concittadino.
Con questo atto si vuole rendere omaggio alla memoria di un uomo onesto e coraggioso, che nutriva un amore smisurato per Olzai, sinceramente contraccambiato dagli olzaesi, con la stima che si prova nei confronti di chi impersona, ripeto, i valori più belli di un uomo, capaci di distinguerlo anche nell’impegno politico, nel quale – a riprendere le parole del professor Guido Melis – è stato “un comunista davvero speciale”.
Negli anni ’70, altro passaggio significativo nel rapporto intrattenuto con Olzai, Antonio Dore ha ricoperto nella nostra comunità la carica di sindaco.
Sono convinta che la scelta sull’intitolazione di un luogo simbolo della vita sociale, quale è la sala consiliare, debba costituire il segnale inequivocabile su quella che è la direzione che la politica deve seguire e gli scopi da mettere come obiettivi.

Antonio Dore rappresenta un esempio, nell’attualità, e lo sarà anche per le generazioni future. Chi siede oggi nei banchi consiliari e chi arriverà dopo di noi, a rappresentare la popolazione di Olzai, credo che avrà sempre davanti a sé la figura del nostro concittadino, e il suo anelito costante verso la libertà, che sappiamo con quale attenzione va sempre promossa e tutelata. Lui, l’ha tutelata da partigiano, da militante di quel comunismo che metteva davanti a ogni altro aspetto l’uguaglianza, le pari opportunità, la libertà, prima di tutto quella di pensiero, e il ripudio di qualsivoglia dittatura o imposizione.
Anche oggi ci vuole molto coraggio per essere liberi, per superare anche quella linea fatta di compromessi, di equilibri, di ricatti, che di fatto perdono quell’orizzonte che per Antonio Dore era la terza fase e, per ognuno di noi, deve essere la necessità di superare ogni sudditanza: dobbiamo essere cittadini non servi. Antonio Dore in questo è stato un grande maestro: dobbiamo lottare per provocare un cambiamento della realtà e non cedere alla rassegnazione. A questo proposito mi ha colpito molto una frase riportata nel libro curato da Melis:
“E poi c’erano le critiche dei pochi conoscenti fascisti: “Ti metti nei guai e rovini la tua famiglia, per niente, perché non c’è nulla da fare”. Critiche di questo genere mi venivano fatte anche da antifascisti ben pensanti. Erano parole che facevano male, ferivano”.
Dobbiamo avere la consapevolezza che lottare di fronte alle realtà che riteniamo ingiuste, non sia inutile. Tutt’altro, ne vale la pena e l’impegno, perché sono le azioni che danno un senso vero alla nostra vita.

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