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CULTURA E TURISMO

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IL CARNEVALE

Il carnevale olzaese

Come nel resto della Sardegna, anche a Olzai il carnevale ha antichissime radici legate a credenze dell'era precristiana.
Le maschere tradizionali del carnevale olzaese sono: Sos Maimones, Sos Murronarzos e Sos Intintos.

IL CARNEVALE

PROGRAMMA CARNEVALE DI OLZAI 2013

Martedì grasso: 12 febbraio
Ore 14,30: raduno delle maschere nel cortile della Casa Mesina e partenza della sfilata nel centro storico. Arrivo nella piazza Su Nodu Mannu, dove si svolgeranno i balli tradizionali in maschera, la zeppolata e premi per le maschere più bellle e simpatiche.

Mercoledì delle ceneri: 13 febbraio
Sin dalle prime ore del mattino, i giovani preparano un fantoccio allegorico, chiamato ''Juvanne Martis Sero''. Gli uomini indossano gli abiti tradizionali abiti delle vedove sarde e dopo aver bruciato diversi pezzi di sughero, dipingono i loro visi con la fuliggine.
Altri giovani procurano una scala in legno e legano il fantoccio che sarà trascinato per le vie del paese. Quindi, Sos Intintos e Sos Intinghidores formano un corteo spontaneo, attraversando i rioni storici di Olzai, mentre gli abitanti offrono vino, dolci e piatti tipici alle maschere e visitatori.
Al tramonto, nella piazza ''Su Nodu Mannu'', il fantoccio ''Juvanne Martis Sero'' viene processato e condannato al rogo.

La pentolaccia: domenica 17 febbraio
Il comitato del carnevale, prepara le anfore in terracotta per la classica pentolaccia. Il comitato organizzatore del carnevale raccoglie dai commercianti del paese le sorprese… da inserire nelle anfore che vengono in seguito rivestite e sistemate al centro della piazza ''Su Nodu Mannu''.
Nel pomeriggio si svolge la pentolaccia e, durante i balli, le migliori maschere vengono bendate e invitate a rompere le anfore per la gioia dei bambini del paese. A tarda notte si conclude il carnevale olzaese.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sul programma del Carnevale olzaese 2013:
Contatti telefonici e email con la Pro Loco e le associazioni locali delle maschere tradizionali, vedi la sezione ''indirizzi utili'' di questo sito.

Le maschere tradizionali di Olzai:

Maimones
Il Maimone olzaese è il seguace di Dionisio. Nel travestimento rappresenta con il suo rito di fertilità la smania di essere posseduto da Dio per divenire simile a lui. Sos Maimones si muovono a saltelli, rimando l'atto sessuale; ogni tanto interrompono la folle danza buttandosi uno sopra l'altro, formando Sa Nurra. Sos Maimones sono le maschere più trasgressive del carnevale barbaricino.

IL CARNEVALE

I 'Maimones' di Olzai (foto Donatello Tore, 2005)

Murronarzos
Questa maschera, abbandonata agli inizi del ‘900 perché definita molto violenta, è stata riscoperta qualche anno fa da un gruppo di appassionati delle tradizioni locali.
La maschera Su Murronarzu ha il muso che ricorda il maiale e le corna caprine. Essa è scolpita nel legno di pero selvatico e anticamente veniva dipinta con il sangue di capra. A volte, veniva usato il teschio del maiale.
Sos Murronarzos vengono legati con delle funi di cuoio (sas sokas) e maltrattati da uno o più guardiani. Rappresentano pertanto la morde del Dio, che deve morire per rinascere più forte e fecondo.

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Due 'Murronarzos' di Olzai (foto Donatello Tore, 2005)

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Intagliatore di maschere tradizionali di Olzai (foto G. Murgia, 2010 - archivio associazione Kérylos, Olzai)

Intintos
Sono figure improvvisate del ''Mercoledì delle ceneri'', molto apprezzate per la loro simpatia e spontaneità dei comportamenti.
Nel primo giorno di Quaresima, gli uomini indossano gli abiti delle vedove sarde e portano a spasso per il paese una scala con un fantoccio chiamato ''Juvanne Martis Sero'', che al tramonto viene processato e condannato al rogo.

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'Intintos' del Mercoledì delle Ceneri (foto DonatelloTore, 2005)

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